Conferenza sul Pakistan n.2
13 febbraio 2004

APPUNTI PRESI DURANTE L'INCONTRO DEL 13 FEBBRAIO

Abbiamo imparato come ci si saluta in Pakistan.
Per esempio, si dice:

- Niha (cinese) con inchino
- Assalamo aleikon (mondo islamico)
- Nmastè (India) con mani chiuse



Ejaz Ahamad si considera cittadino del mondo, lui è pakistano e ha la cittadinanza italiana.
Lui dice che se noi vogliamo diventare cittadini del mondo, dobbiamo conoscere le culture degli altri popoli.

Durante la conferenza abbiamo imparato a scrivere tutti i nostri nomi in URDU, li abbiamo scritti sul quaderno, cominciando da destra e andando verso sinistra, il contrario di quello che facciamo noi di solito.

E' molto difficile scrivere in URDU!!

 

 

Per diventare cittadini del mondo bisogna conoscere almeno quattro modi di salutare.
La prossima volta ci divideremo in quattro gruppi di bambini, e ogni gruppo leggerà la favola CENERENTOLA di un paese diverso.

ALLAH vuol dire SENZA NOME

 


Il lavoro minorile

Ejaz ci ha parlato del lavoro minorile che c'è in Pakistan.
Ci ha parlato anche di Iqbal Masih, che è il bambino che ha dato il nome alla scuola.
I bambini lavorano perché c'è la povertà e c'è anche l'ignoranza, perché mancano le scuole.

Solo i bambini poveri lavorano in Pakistan, circa il 10% dei bambini, circa 120.000.
In Pakistan lo Stato spende pochissimi soldi per le scuole, e si spendono molti soldi per le armi, perché c'è sempre la guerra contro l'India che non finisce mai.

 

 

Abbiamo visto una videocassetta che mostra i bambini del Pakistan che lavorano. Alcuni arrotolano sigarette per dodici ore al giorno e guadagnano più o meno 800 lire al giorno.
I bambini vengono anche picchiati qualche volta al lavoro.
Abbiamo visto che i bambini vengono sfruttati anche in altri Paesi poveri.
Abbiamo visto che, per esempio in Senegal, dove c'è la siccità spesso i bambini vanno via dai loro genitori e si trasferiscono nelle città, dove è un po' più facile trovare qualcosa da mangiare o qualche lavoretto.

Ci sono bambini che diventano TALIBAN, che vuol dire studenti delle scuole islamiche, e vanno anche a chiedere l'elemosina durante la giornata, per loro e per i loro maestri.
Questi maestri però non sono come i nostri, ma insegnano solo il Corano, che è il libro sacro dei musulmani.
Nel Bangladesh ci sono tanti bambini che vengono sfruttati per lavori pesanti, soprattutto nell'industria tessile.

Ad un certo punto gli Stati Uniti si rifiutarono di importare le stoffe e i materiali che erano stati lavorati da bambini piccoli in Bangladesh. Allora gli industriali hanno licenziato in poco tempo più di 50.000 bambini, e questo è stato una grossa tragedia per loro.

Adesso il governo del Pakistan sta cercando di costruire delle scuole nei villaggi, aiutato dall'UNICEF, che è un organismo internazionale che si occupa di bambini.
Nella videocassetta abbiamo visto anche il bambino Iqbal Masih che qualche anno fa parlava davanti a molte persone del problema del lavoro minorile nel suo Paese.