XII° INCONTRO

23 aprile 2002

Lettura del terzo episodio del quarto capitolo

La tristezza

 

La mamma ha chiesto a Gus come mai non era diventata anche lei un passero quando ha aiutato quell’uccellino a volare. In che senso?

Neanche io lo capisco, perché comunque non avrebbe potuto volare, non ne aveva la capacità.

Lei dopo dice che poteva anche diventare un passero, ma non quel passero. Che significa?

Lei non può essere quell’uccello perché non avendo la vista, sarebbe andata a sbattere.

Gus dice che lei è come le lucciole: ha la sua luce propria.Che vuol dire?

Se non può vedere e quindi non può volare non può essere una lucciola come diceva e avere la luce propria. …è pure cieca!

Appunto, lo dice perché per "vedere" non ha bisogno della luce come noi. A lei non serve che il sole illumini, serve a noi.

Lei dopo si paragona ai pipistrelli infatti.

Gus si paragona al pipistrello perché non vede, ma sa dove va.

Lei paragona il problema del volo ai suoi occhi perché il passero è riuscito a volare, ma lei non vedrà più.

Lei infatti si raggomitola sul divano e piange perché sa che non vedrà più.

Ha pianto perché quando Kio ha detto "Non c’è speranza per lui" lei si è immedesimata nel fatto che lei stessa non ha più speranza di vedere.

Però può anche essere che si è commossa perché il passero è tornato a volare.

Quando c’è gioia è un pianto diverso.

I sentimenti sono diversi, ma si piange allo stesso modo: non c’è differenza negli occhi o nella gola.

Il piangere raggomitolato però mi fa pensare a un sentimento di tristezza e di malinconia, perché quando piangi di gioia quasi sempre abbracci qualcuno.

Può essere anche che si è commossa per l’evento, ma si vergogna di piangere e allora non si vuole far vedere e se ne sta chiusa nel divano.

E’ possibile che provi entrambi i sentimenti: è molto felice per l’uccellino, ma triste per sé, perché sa che per lei non c’è speranza.

Domanda stimolo: quello che accade dopo può aiutarci a capire qualcosa di più?

Bruno interviene per aiutarla a superare la tristezza, la porta a spasso per farle superare quel pensiero negativo: non avere speranza.

Secondo me la prende in braccio perché la vede triste, ma non ha capito il motivo.

Può averlo dedotto, ma da come agisce il fratello sa che il pianto di Gus è un pianto importante.

Cerca di distrarla, parlando delle cavallette e della casa stregata sul lago.

Anche a me mamma cerca di distrarmi quando mi vede proprio triste.

Ci sono delle situazioni di tristezza che non possono trovare consolazione.

Per me un evento del genere è la morte di un parente. Solo dentro di me ho trovato la forza di superarlo.

E’ difficile distrarre una persona dal pensiero della morte, ma qualcuno ti può aiutare standoti vicino.

La tristezza dipende anche dall’evento: se muore una persona anziana sei preparato perché fa parte del ciclo della vita, ma altrimenti è dura.

Non è sempre così, io soffro ancora per la mia tata, anche se era anziana.

Con la morte non c’è rimedio. Puoi dimenticarlo in quel momento, ma ci torni col pensiero.

E’ importante però all’inizio la distrazione, interrompe la tragedia e la continuità del pensiero negativo.

Quando è morta mia mamma hanno fatto di tutto per distrarmi, mi hanno portato al parco, ma ci tornavo sempre col pensiero. Non riuscivo a resistere alla tristezza anche se provavo a pensare ad altre cose.

Non tutti siamo così, non reagiamo allo stesso modo: si possono far rivivere le stesse sensazioni vissute con la persona che non c’è più.

Ma questo fa soffrire ancora di più!

Non è detto, perché il ricordo si cambia con la nuova esperienza.

Per me non basta la distrazione o questa cosa che dice lui, occorre sfogarsi, far uscire tutte le lacrime.

Guarda che lo sfogo ti dà ancora più tristezza, puoi pensare invece alle altre cose belle mentre sei triste, così puoi superarla.

Ognuno di noi ha un modo differente per far passare la tristezza, ma non credo che essa si superi una volta per tutte.

TORNA ALLA MAPPA

Scuola Primaria Vittorio Piccinini
Via F. Fiorentini, 48 - Roma
tel. 0643530647- 0643566602 - 0643566511 - fax 064383209
e-mail rmee109009@istruzione.it - sito Internet www.piccinini109.it