SCUOLA MEDIA STATALE "TOMMASO TITTONI"  

 

LA CALDARA DI MANZIANA

La polla principale della Caldara

NOTIZIE DELLA CALDARA
A pochi chilometri dal rilievo dei MONTI SABATINI è situato un piccolo cratere vulcanico che costudisce alcuni tra i più· importanti tesori naturalistici della regione e che, nella sua genesi, è ricollegabile all'attività vulcanica del complesso eruttivo Sabatino. Il vasto comprensorio circostante il lago di Bracciano, infatti, oltre ad essere in gran parte ricoperto da tufi e lave dell'antico complesso eruttivo pleistocenico Sabatino, è molto ricco di particolari forme di paesaggi frutto della passata attività vulcanica, come la Caldara di Manziana, rappresentata da un piccolo cratere periferico dell'apparato. La morfologia craterica è ben riconoscibile dal centro circolare che delimita un piccolo fondovalle perfettamente pianeggiante, riempito da fanghi solfurei.

L'area centrale del cratere è interessata, dalla presenza di numerose emissioni gassose di anidride solforosa che, facendo gorgogliare l'acqua solfurea a 27 gradi, danno luogo a piccoli "geyser".
Il cratere, così come l'emissione di gas, sono tipici fenomeni "post-vulcanici" che, testimoniano la persistenza in profondità, di fluidi magmatici ad alta temperatura. Il Lazio vulcanico è assai ricco di questi fenomeni che sin dall'antichità hanno attirato l'attenzione dell'uomo per motivi religiosi o per gli effetti curativi delle acque e dei fanghi sulfurei.

LA CALDARA: UN MONUMENTO NATURALE

E' stato istituito con legge regionale del 26 Settembre 1988. Questa legge ha lo scopo di salvaguardare questo ambiente naturale da speculazioni edilizie, caccia incontrollata e turismo abusivo. La Caldara è un piccolo cratere e si collega tra la zona vulcanica dei monti Sabatini e il territorio cerite (Cerveteri). L'ambiente è del tutto particolare: il suo cratere emana vapori sulfurei, il terreno é acquitrinoso, vi sono emissioni di getti di vapore, sul fondo ci sono fanghi sulfurei caldi. La vegetazione caratteristica: i giunchi, le betulle, quercia, antani, cerri.
Insetti: libellule, anfibi: rana esculenta ed il rospo smeraldino.
Uccelli: beccaccino, piro-piro, la pittima reale, la gazzetta, l' airone cinerino, il nibbio, il ghebbio e il biancone. Rettili: biscie ,testuggine palustre. Mammiferi: cinghiale, volpe, tasso, istrice, martora,.
Questa zona era conosciuta già nell'antichita' dai Romani che secondo le credenze popolari vi si fermavano al ritorno dalle campagne militari per purificarsi.

LA LEGGE CHE TUTELA LA CALDARA
LEGGE REGIONALE 26 SETTEMBRE 1988 N.64 ISTITUZIONE DEL MONUMENTO NATURALE DELLA CALDARA DI MANZIANA IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE LA SEGUENTE LEGGE:

art.1
Allo scopo di tutelare l'integrità delle caretteristiche ambientali,naturali e paesagistiche, con particolare riferimento agli aspetti geomorfologici e vegetazionali dell'area e al tempo stesso di valorizzare le risorse naturali al fine di una razionale fruizione, è istituito, a norma degli articoli 6 e 20 della legge regionale 28 novembre 1977 n.46, il monumento naturale della "Caldara di Manziana", compreso nel sistema dei parchi e delle riserve naturali del Lazio, di cui all' articolo 1 della legge medesima.
art.4
1. nel territorio del monumento naturale sono vietati:
a)  la manomissione e l'alterazione delle caratteristiche naturali;
b)  l'apertura di nuove strade carrabili o piste di penetrazione, nonchè la trasformazione di quelle già esistenti;
c)  l'apertura di cave e qualsiasi movimento di terreno, ad esclusione di interventi di ripristino ambientali concordati con il competente ufficio regionale;
d)  la circolazione e la sosta di mezzi motorizzati, fatta eccezione per i mezzi di servizio, per i mezzi di enti ed organismi pubblici per lo svolgimento dei compiti d'istituto, per i mezzi necessari alla conduzione delle attività agricole per i quali verrà rilasciato gratuitamente dall'ente gestore un'apposito contrassegno;
e)  l'accensione di fuochi, il campeggio,i bivacchi;
f)  l'esecuzione di qualunque taglio boschivo nelle aree indicate con la lettera A nel'allegata cartografia e comprendenti il popolamento di betulla(betula alba), nonchè la fascia di vegetazione ripariale posta alla distanza di 50 metri dalla sponda del Fosso di Lantano. L'utilizzazione dei ceduli castanili di proprietà privata,nel rispetto delle prescrizioni di massima e di polizia forestale vigenti nella Provincia, è subordinata al rilascio di apposita autorizzazione da parte della Giunta regionale, con le prescrizioni che si renderanno necessarie per assicurare il miglioramento e la valorizzazione dei boschi stessi. Sono comunque fatti salvi i diritti di uso civico gravanti sul territorio del monumento naturale;
g)  l'esecuzione di qualsiasi opera edilizia e di urbanizzazione;
h)  l'esercizio della caccia con qualunque mezzo esercitata;
i)  la raccolta di minerali, piante o parte di esse, eventuali autorizzazioni potranno essere concesse dall'ente gestore, in deroga al precedente punto i, a soli fini di studio da parte di enti o istituti di ricerca pubblici o legalmente riconosciuti;
l)  l'abbandono di cani;
m)  l'apposizione di cartelli pubblicitari.

Del tutto insospettato all'interno del cratere prospera un boschetto di betulle, specie estranea alla vegetazione del compresorio dove prevalgono la macchia mediterranea ed i querceti di roverella e cerro.
La presenza di questo albero tipico della flora centro europea e montana, si può far forse risalire alle antiche foreste di clima fresco-umido formatesi dopo il ritiro dei ghiacci quaternari di cui il boschetto di betulle potrebbe costituire un ultimo residuo sopravvissuto grazie al microclima umido e al suolo acido. L'area é frequentata da numerosi uccelli stanziali e migratori, da mammiferi come il tasso, l'istrice, la martora ed il cinhghiale. Interessanti gli invertebrati che frequentano le acque solfuree.
Numerosi gli anfibi come la rana e il rospo smeraldino mentre tra i rettili la biscia, la biscia tassellata e il biacco; è presente una piccola popolazione di testuggini palustri. Spesso gli uccelli ma anche i mammiferi come la volpe, il tasso, l'istrice, la martora, giovani cinghiali, cani o volpi, vengono rinvenuti morti asfissiati per intossicazione presso la zona di emissione dei gas.
Gli acquitrini, popolati da una fauna invertebrata che comprende la nepa o scorpione d'acqua attira numerose specie d'animali, soprattutto uccelli come il beccaccino, il piro piro, la pittima reale,la marzaiola e talvolta l'airone cinerino. L'ambiente boschivo ospita la sempre più rara beccaccia, il picchio verde, la ghiandona e l'upupa. Osservabili numerosi rapaci diurni che frequentano il vicino comprensorio tolfetano-cerito della piana dai nibbi reali e bruno, al gheppio, al biancone, nidificante non lontano dalla Caldara.

COME ARRIVARCI

Per chi arriva da Roma Dalla strada Braccianese Claudia, dopo Bracciano in direzione di Manziana, si incontra sulla sinistra il bivio per l'aereoporto Savini (indicazione per il Sasso e la strada Statale Aurelia).
La strada, che costeggia una parte del grande bosco di Manziana (consigliabile da visitare) conduce poco dopo davanti ad una casa cantoniera di fronte alla quale comincia la strada leggermente in discesa e in terra battuta per la Caldara (indicazione) che termina davanti ad un cancello dove un cartello indica l'ingresso della Caldara.
Una strada sterrata circonda per 1/4 circa il piccolo cratere dove si può notare il fenomeno del vulcanismo attraverso le numerose bollicine che creano interessanti giochi nell'acqua. Proseguendo a piedi lungo la strada si può arrivare (facendo attenzione al terreno fangoso, soprattutto dopo le piogge) direttamente dentro al cratere e, zigzagando attraverso le polle d'acqua alla ricerca del terreno più consistente, fino al Geyser principale. Da visitare il bosco di delle quercie, denominato da noi
"IL QUADRATO DEI GIGANTI" perche' ci sono 4 quercie piu' grandi delle altre.
Seguendo ancora la strada e, attraversando il boschetto di betulle, si può arrivare al fontanile della caldara.