Università
Cultura Scuola
Presentazione
Unicus
(acronimo di Università-Cultura-Scuola) denomina l'associazione,
al momento virtuale, di un gruppo di docenti della scuola italiana (e,
in prospettiva, dell'università) riuniti da alcuni intenti comuni.
Gli intenti principali sono espressi nella lettera-manifesto,
che è stata aperta all'adesione anche di altri insegnanti.
La discussione di tali intenti,
tra i docenti coinvolti, ha radici lontane, che affondano in esperienze
personali e talvolta, invece, in occasioni pubbliche che hanno già
posto sul tappeto della politica scolastica italiana le questioni al centro
della lettera-manifesto e della discussione che l'ha preceduta.
L'intento primario di tale
discussione consiste nel promuovere la centralità della cultura
in una scuola (e più in generale nell'intero sistema formativo,
università compresa: di qui la ragione principale del nome) che
appare trasformarsi sempre più da luogo di formazione (di conoscenze,
competenze e spirito critico) del lavoratore e del cittadino a indistinta
area di parcheggio.
Dal riconoscimento della
centralità della cultura e dei saperi discende quello del ruolo
intellettuale del docente e, dunque, della dignità del suo status
economico-giuridico e sociale. E ne discende la necessità di valorizzare
quelle caratteristiche intellettuali, di studio, formazione e ricerca che
distinguono la "funzione docente" . Questo riconoscimento presuppone, ovviamente,
che le forze di governo vogliano (e, se lo vogliono, sappiano) realmente
riformare e migliorare la scuola evitando di unire il peggio del vecchio
(assenza di merito) col peggio del nuovo (potere e gerarchie della scuola-azienda)
in un mix che potrebbe far definitivamente crollare la già pericolante
scuola italiana. |
Breve storia di un' iniziativa
La costituzione del gruppo
prende le mosse, non a caso, dalle vicende del "concorsone" (o meglio "concorsaccio")
che avrebbe dovuto premiare i docenti "migliori" dando applicazione all'art.
29 dell'ultimo contratto. Da quel momento alcuni docenti che diversamente
operano all'interno della scuola, con diversi passati, con diverse esperienze
(o meno) di partecipazione associativa o sindacale, hanno cominciato a
discutere tra loro e, a un certo punto, hanno deciso di testimoniare, quanto
meno, il loro pensiero, il loro punto di vista.
Ai primi di aprile il promotore
dell'iniziativa comincia a diffondere "45 tesi" - che cosituiscono una
bozza di dibattito e discussione - all'interno di una cerchia ristretta
di amici e conoscenti che, a loro volta, la diffondono tra colleghi loro
amici e conoscenti. I destinatari sono quasi tutti docenti di discipline
letterarie, filosofiche, artistiche (per evidenti ragioni di conoscenze
legate a interessi comuni) ma l'intento è, invece, quello di coinvolgere
docenti impegnati nello studio e nella ricerca in ogni campo del sapere.
Le "45 tesi" costituiscono
la base di una discussione che porta alla lettera-manifesto che ne modera
il tono fortemente polemico, non a tutti gradito, media un po' tra diverse
visioni e posizioni, concentra l'attenzione sugli elementi fondamentali
e comuni a tutti.
Va segnalato, infine, che
alcuni docenti hanno spontaneamente diffuso le tesi (che saranno in futuro
pubblicate, per favorirne la diffusione e discussione) nelle loro scuole,
tra tutti i colleghi: segno che - al di là della marcata identità
del gruppo iniziale che ha originato UNICUS - i problemi discussi toccano
la realtà e l'identità di tutti i docenti. Affrontare il
problema del rapporto con tutti i docenti interessati al modello proposto
dovrà essere - se ne avremo la forza - uno dei nostri compiti futuri.
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