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LA VOLPE IL CORVO

  

 

 

Un corvo aveva un giorno

rubato del formaggio

e s’era poi, bel bello,

posato su di un faggio;

col pezzo suo di cacio

nel becco ben serrato

fra i rami se ne stava

fierissimo e beato.

 

Passò di lì una volpe

e disse : “ forse è il caso

che questo sciocco uccello

io meni per il naso.

 

Mi spasserò da matti !

Che gusto che piacere

Mangiare del bel cacio

Magari con le pere !”.

 

Il corvo nel frattempo,

con aria imbarazzata,

pensava : “Questa volpe

e’ proprio una sfacciata.

 

Potessi aprire il becco,

le griderei : Comare,

mi son bell’e stufato

la smetta di guardare!”

 

“Mi scusi, signor corvo

le sembrerò invadente

ma non ho mai veduto,

un tipo più attraente.

 

Che fisico, ragazzi !

Non trovo alcun difetto.

Che ali eccezionali !

che becco arciperfetto !

 

Scommetto che un uccello

Si bello ed elegante

Dev ’ essere senz’altro

un ottimo cantante.”

 

Cosi disse la volpe,

burlando quello sciocco

che pur essendo un corvo

faceva un po’ l’allocco.

 

Il corvo, compiaciuto,

pensò : “ Mi sembra giusto !

d’altronde è risaputo

che sono un gran bel fusto.

 

Son meglio dell’airone

Del falco e del gabbiano”,

preciso ad un baggiano !

La volpe, a questo punto,pregò

“Non sia modesto !

mi canti un motivetto

le chiedo solo questo !”.

 

Allora, tutto gonfio

Di boria e vanità

Quel tonto di un uccello

Cantò “Kra ! Kra!”;

 

ma nell’aprire il becco

quel corvo poco saggio

commise un imprudenza

che gli costò il formaggio.

 

La volpe prese il cacio,

facendo : “Marameo !”

al corvo che guardava

con aria da babbeo.

 

Poi disse : “Vedi , amico

Non solo non sei bello,

ma anche, che disdetta,

sprovvisto di cervello.

Tu resti a becco asciutto

Io mangerò il formaggio

Arrivederci e grazie

Per il gradito omaggio !”

 

L’umore del pennuto

Subì quel giorno un crollo

Di colpo, che figura,

scoprì di essere un pollo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

manuele