Noi allievi delle classi seconde della scuola secondaria di I° Grado ci siamo iscritti al WWF formando dei “Panda club”, perché, anche se siamo solo ragazzi, possiamo ugualmente contribuire con il nostro impegno a salvaguardare l’ambiente. Quest’anno ci siamo occupati principalmente del riciclo dei materiali di rifiuto e della raccolta differenziata cercando di capire, attraverso delle interviste, quanto le persone comprendano l’importanza del riciclare materiali in disuso, ai fini del recupero delle materie prime, del risparmio energetico e della riduzione dell’inquinamento ambientale. Ci piacerebbe tentare di modificare la diffusa e nociva mentalità consumistica attraverso una riflessione ed un coinvolgimento personale finalizzato alla ricerca e proposte di soluzioni alternative all’uso di quegli oggetti considerati, tra tutti, proprio i più inutili. Una goccia nel mare di questa società dell’usa e getta? Forse…. Ma tante gocce riempiono un catino, tanti catini un serbatoio e via dicendo. Forse arriveremo al mare della consapevolezza: essere vivi in un mondo vivo, che utilizza e non sfrutta le sue risorse.
Ci
siamo occupati, inoltre, del progetto “Salvamondo” e del progetto “Impatto
zero”.
Il
progetto
“Salvamondo”, che riguarda principalmente il Congo, è organizzato da tre
associazioni mondiali: WWF, Amnesty International e Unicef.
Queste associazioni cooperano per la difesa dei diritti umani, dell’infanzia e
dell’ambiente.
Il progetto “Impatto zero” è stato ideato dal fondatore di Lifegate, società di cultura ed educazione ecologica. La sfida di questo progetto consiste nel piantare tanti alberi quanti ne servono per riassorbire tutta l’anidride carbonica che immettiamo nell’atmosfera con il nostro stile di vita. E’ una formula studiata da tre università europee e che fino a oggi ha trasformato un centinaio di prodotti (dai succhi di frutta ai concerti rock) in alberi, in Italia nel Parco del Ticino e in Costa Rica all’interno della riserva Karen Mogensen. L’obiettivo di questo non è solo di creare boschi ma di far comprendere alla gente l’impatto che ogni nostra attività ha sull’ambiente, sperando che ciò possa portare a modificare il nostro modo di comportarci.