COSA POSSONO FARE LE ISTITUZIONI PER INTEGRARE I RAGAZZI EXTRACOMUNITARI??

Sappiamo che le migrazioni sono state sempre una realtà costante, il "motore della storia", dando vita a incontri di culture, civiltà per popolare territori lontani e difficili come ambiente. Oggi assistiamo a una nuova forma di migrazione, di importanza e vastità simili a quella dei tempi passati ma che rappresenta un fenomeno legato ad altre ragioni. Innanzitutto i paesi da cui proviene questa migrazione sono quelli cosiddetti "il Sud" del pianeta, paesi poveri e battuti da guerre civili, e paesi dell’Europa dell’Est dove dagli anni ’80 si sono avute guerre, cambi di regime, mancanza di lavoro, problemi di carattere sanitario ecc.

Anche l’Italia, come i paesi dell’Europa industrializzata, è stata toccata da questo fenomeno che si evidenzia soprattutto nell’ISTITUZIONE SCUOLA dove gli alunni stranieri aumentano ed i loro nomi sono Hanad, Kamed, Laurentiu, Luiza, Brian, di varie nazionalità e stanno popolando le nostre scuole: un gran miscuglio di bianchi,neri e gialli che, come si augurava una filastrocca di Rodari, "convivono felicemente insieme".

Da nord a sud d’Italia la media è sul 2% della popolazione scolastica, più marcata al nord, per la migliore offerta di lavoro per gli adulti-genitori. In queste realtà non c’è ombra di polemica sulla questione immigrazione o sull’invasione" degli stranieri. Anzi, fra gli studenti "italiani" la nazionalità estera è di moda e allora puoi trovare Carmelo, studente di scuola media a Ostia, ragazzino dai capelli e occhi scuri che con orgoglio afferma:" Io non sono proprio italiano, ma calabrese!". Mentre Grazia, bionda e con occhi verdi, ricorda:" Ma anch’io non sono …italiana! Sono nata a Gorizia!" Ma 40-50 anni fa chi dal sud o dal nord-est "emigrava" in Lombardia,Piemonte o Liguria, era considerato uno straniero nella propria patria. Molti più di quanto non lo siano oggi i loro compagni provenienti dall’Africa, dall’Europa orientale, o dall’oriente. E se gli emigrati italiani in Germania e Svizzera dovevano frequentare corsi per imparare la lingua per essere assunti, oggi i "nostri" piccoli immigrati sono aiutati dagli insegnanti, quei maestri e professori che oltre a insegnare loro le basi essenziali della lingua, li seguono nell’orientarsi nel difficile cammino dell’inserimento (certificati, vaccinazioni…).

"Generalmente nel giro di 3 mesi, imparano a capire e a spiegarsi"-dice un’ insegnante della scuola media "Via G. da Sangallo 11"di Ostia, che può contare su corsi a vari livelli per l’insegnamento dell’italiano, e su laboratori di vario tipo adatti a orientare il ragazzo per inserirlo facilmente nel gruppo-classe.

Il fenomeno, dunque, è in crescita e bisogna prenderne coscienza assumendo delle responsabilità e non negando l’esistenza del problema.

Cosa possono fare le istituzioni come la famiglia, la giustizia, la scuola, la sanità, le amministrazioni (regione, provincia, comune) per risolvere i diversi problemi che coinvolgono i numerosi immigrati? Preparare la prima accoglienza, fornire servizi sanitari e abitazioni decenti, prendere provvedimenti differenziati per venire incontro alle esigenze di ognuno di loro, risparmiare loro l’ esperienza traumatica del sentirsi respinti riconoscendo i loro diritti civili e della personalità e difendendo la loro riservatezza. L’obiettivo è, scambiare, recuperare culture diverse perché la mancanza di conoscenza dell’altro produce diffidenze, incomprensioni e pregiudizi.

Un passo importante lo sta facendo la nostra scuola media statale, "Via G. da Sangallo 11" di Ostia Lido, dove numerosissimi sono gli alunni di varie etnie. Il Progetto chiave del Piano dell’offerta formativa per questo anno scolastico è "La diversità è ricchezza". Molti ragazzi hanno approfondito la conoscenza dei vari paesi di provenienza degli alunni stranieri attraverso ricerche storiche ed artistiche ed hanno progettato degli spazi comuni dove convivere in un ideale "CENTRO MULTICULTURALE".

CENTRO MULTICULTURALE

1- L’entrata deve essere colorata e fantasiosa, per attirare le persone.

2- Il Centro deve essere facile da visitare, e molto grande per contenere più cose.

3- All’interno ci devono essere varie aree, una per ogni cultura.

4- Nelle varie aree ci potrebbero essere delle piccole riproduzioni di alcune abitazioni straniere, con mobili e oggetti.

5- Un’area dovrà essere dedicata alla cucina dove far assaggiare i vari piatti di vari luoghi.

6- In un’altra mettere esposti abiti e gioielli.

7- Ci dovrà essere un negozio dove si potranno acquistare prodotti artigianali.

8- Una parte potrà essere dedicata alla botanica, si potranno vedere e acquistare piante e fiori particolari.

9- In questo CENTRO ci saranno dei Laboratori dove le persone potranno imparare a fabbricare oggetti, gioielli, cucire vestiti.

10- Un giardino ben curato dove i bambini potranno giocare con giochi di altre culture.

Uno studioso di problemi sociali, Ferrarotti, afferma:" L’immigrazione è sì un problema ma è una grande occasione per l’incontro tra culture diverse che si incontrano al di fuori dello schema rigido dei rapporti diplomatici. E oggi soprattutto l’immigrazione in Italia offre l’occasione di far capire che questa "migrazione" non è la "fine della storia" ma l’inizio di una nuova storia basata sul concetto di cultura come "insieme " di esperienze e di valori vissuti insieme. Insomma una ricca risorsa che espande la cultura e gli orizzonti attraverso un confronto tra vari punti di vista.

Per capire i bisogni e i desideri di queste persone è importante riflettere sul fatto che sia il compagno di scuola con la pelle di diverso colore sia il venditore ambulante sia il nuovo vicino di casa hanno molto da raccontare.Infatti staccarsi dal proprio paese vuol dire lasciare luoghi e persone cari ed emigrare rappresenta il momento difficile di una partenza, di un allontanamento, un vivere ansie, provare nuove emozioni, sperare in un futuro positivo, realizzare un concreto progetto di vita.

E proprio le istituzioni devono tendere a migliorare le loro condizioni di vita inserendo questa fascia di persone in una regolare attività di studi e di lavoro nel rispetto delle norme dettate dalla costituzione.

E tra le istituzioni proprio la scuola ha intrapreso quel cammino di integrazione e rispetto del diverso rendendo più facile questo "viaggio" nell’Italia multi-culturale.

Giunta F. e gruppo classe III^D a.s. 2001/02