C’era una volta un robot che voleva cercare qualcosa di liquido perché nella sua città c’erano solo sabbia e polvere. Così incominciò a scavare una sola buca perché credeva che lì, in quel punto, ci fosse quel liquido. Lo trovò, chiamò i suoi amici robot e loro affermarono che era stato il primo a trovarlo. Lui si mise a raccontare che in questa città non c’erano mai stati né il Sole né la Luna. Lui era il robot che era arrivato per primo e, quindi, quello con più esperienza. Allora cominciò ad esaminare il liquido e disse che era MERCURIO. Disse anche che la città era stata creata da un dio che pietrificava tutte le cose: era un essere pauroso e gigantesco. Questa divinità aveva lasciato un’iscrizione che recitava: "In questa città, una volta c’era l’acqua, ma gli esseri che la abitavano non meritavano questo bene prezioso e bello. Ora tutto è finito a causa della cattiveria e della loro malvagità. Solo un miracolo potrebbe ridare la vitalità a questo luogo." …E il miracolo avvenne!

Dallo spazio all’improvviso cominciò a calare una strana nebbia, mai vista prima, che avvolse la terra. Gli elementi che la componevano erano l’Idrogeno, l’Ossigeno, il Carbonio e l’Azoto. Questi cominciarono a mescolarsi in uno strano composto, che si espandeva, circondando la terra: l’atmosfera.

Il dio malvagio, colui che aveva lasciato l’iscrizione, si risvegliò all’improvviso all’odore di questi elementi e, per distruggerli, scagliò un fulmine.

L’elettricità emanata fece ruotare in un vortice caotico e fece combinare gli elementi: l’Idrogeno e l’Ossigeno diedero origine all’ACQUA; l’Azoto, il Carbonio, l’Idrogeno e l’Ossigeno diedero origine alle proteine; le proteine avvolsero, in una bolla, l’Azoto, il Carbonio e l’Idrogeno, che non erano altro che il DNA. Era quest’ultimo il vero miracolo! Era rinata la vita!

Il dio malvagio, di fronte a questi eventi meravigliosi, cominciò a trasformarsi in un dio buono: gli occhi furono il Sole e la Luna, la pelle fu la terra emersa, i capelli piante ed erba, i denti i ghiacciai perenni, le sue lacrime di commozione furono laghi, fiumi e oceani. Era nata una nuova creatura: GEA, la madre terra.

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