Una volta la terra era dominata da robot, ma completamente priva di acqua e di ogni cellula vivente. Il dio che la creò con un tocco rese arida e pietrificò la Terra. Così facendo i letti dei fiumi si prosciugarono e i laghi si consumarono lentamente, i mari evaporarono formando grandi nuvole che si diressero verso il sole.
I robot erano creati con un microchip nella mente che li manipolava per il lavoro loro designato: c’erano scavatori, programmatori, cittadini e combattenti. Un giorno gli scavatori, scavando in cerca di materiali preziosi, trovarono un liquido che si solidificò subito. Questo, ormai roccia, emanava una strana luce che prese fuoco. Da quella roccia luminescente, il dio disturbato, scagliò un fulmine su quella luce abbagliante, che esplose. Quando il fumo dell’esplosione si fu diradato il mondo cambiò: un liquido trasparente ricoprì la distesa di terra arida dei mari, riempì i letti dei fiumi e le buche dei laghi prosciugati. Piante colorate riempirono il mondo. I metallici robot diventarono esseri ricoperti di soffice pelle rosa: erano uomini. In quanto al dio fu esiliato sotto le terre del deserto, per sempre.