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EDUCARE ALLA PACE NELL'ANNO 2000 -------------
Ho esitato a lungo prima di consegnare questo breve articolo, e non perché non avessi nulla da scrivere, ma proprio perché molte idee si affollavano nella mia mente ed era difficile compiere una scelta. Ma, infine una ha prevalso su tutte le altre: quale può essere il modo migliore per celebrare l'Anno del Giubileo ? Io credo che il Giubileo sia portatore di un messaggio che non riguarda soltanto i cattolici, ma tutti gli uomini di buona volontà. Il significato più profondo del Giubileo, a mio modo di vedere, risiede nella riconciliazione. Il credente non può riconciliarsi con Dio se prima non si riconcilia con se stesso e con gli altri uomini. Ed il non credente ? Nessuno può imporre la pace a chi la rifiuta, ma possiamo diffondere messaggi di pace, vivere in maniera non violenta, far sentire la "nostalgia della pace" a chi l'ha perduta . Il 2000 dovrebbe essere anno di bilanci: se ripercorriamo retrospettivamente il secolo XX ci sono poche cose di cui andare orgogliosi: abbiamo debellato molte malattie, abbiamo progredito significativamente nella scienza e nella tecnica, abbiamo lottato con successo, anche se non in maniera definitiva, contro l'analfabetismo, ma abbiamo anche compiuto i più efferati massacri della storia: le due guerre mondiali, i campi di sterminio, i gulag, il Vietnam, la Cambogia, le inarrestabili tragedie dell'Africa nera e le ingiustizie sociali dell'America latina, il Kosovo, la Cecenia…e ancora la bomba atomica, il DDT, l'inquinamento e il buco dell'ozono, la fame, il riaffiorare di nuove e terribili forme di schiavitù, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, la disoccupazione... La pace è una conquista che riguarda tutto l'uomo: è armonia interiore, tensione verso l'infinito. Talvolta richiede rinunce ai propri punti di vista, mortificazione dell'or
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richiede rinunce ai propri punti di vista, mortificazione dell'orgoglio, freno dei propri impulsi. Ma in compenso essa dà tanta gioia, crea attorno a noi un ambiente positivo e tende ad irradiarsi nella società. E' molto triste constatare che alcuni ragazzi non riescono a relazionarsi con i compagni se non con gli insulti, le violenze verbali e talvolta fisiche, con il famigerato "prendere in giro", che non è lo scherzo intelligente, capace di coinvolgere tutti in un'atmosfera di sana allegria, ma un ossessivo desiderio di prevaricazione sugli altri, con cui molti adolescenti iniziano la loro infelice carriera di seminatori di conflitti sociali. Probabilmente la storia dell'umanità avrebbe avuto sbocchi assai diversi se i vari dittatori che hanno affollato il suo percorso fossero stati educati alla pace. Dalla nascita all'adolescenza noi introiettiamo dei modelli di comportamento che tendiamo a ripetere per tutto l'arco della vita. Il violento prova un certo piacere dei suoi atti, perché anestetizzano momentaneamente i suoi conflitti interiori, che però si ridestano presto, più forti di prima. Egli ha pertanto il bisogno compulsivo di compiere altre violenze, nella speranza di ottenere ancora un effimero ristoro alla sua infelicità. Ritengo che la nonviolenza sia generatrice di autentica gioia e "contagi" positivamente gli altri. Per questo propongo che la nostra Scuola, nell'Anno del Giubileo, si faccia promotrice di Educazione alla Pace. Se questa idea avrà successo, celebreremo un grande Giubileo. La pace non è un insegnamento che i professori travasano nelle menti degli alunni, ma un messaggio che nasce dal cuore di ciascuno di noi, un dono di Dio che siamo invitati a partecipare agli altri. In questo senso siamo tutti insegnanti ed alunni allo stesso tempo: vogliamo camminare insieme alla riscoperta degli autentici valori che possono restituire all'uomo la gioia di vivere e di amare gli altri. Con questo auspicio auguro a tutti un Buon Natale ed un Felice Anno Giubilare. Matteo Guccione
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